Laura Vacchini nasce nel 1942 a Locarno, si trasferisce a Torino per frequentare l’Accademia Albertina per poi tornare in Ticino agli inizi degli anni ’70.
Scoprendo e indagando la produzione dell’artista - dagli esordi alle ultime opere realizzate - la cosa che colpisce immediatamente è la determinazione ad indagare il mezzo della pittura conservandone allo stesso tempo un’estrema fedeltà e rigore: si tratta di un mezzo tanto specifco quanto libero se approcciato con apertura verso le possibilità che il colore e la sua materia offrono. Libertà e mutevolezza che hanno accompagnato la produzione di Vacchini durante tutto il corso della sua vita, accompagnandola nelle sue fasi.
Le opere degli anni di Torino infatti emanano entusiasmo ed energia propri di una giovane donna alla scoperta del mondo, conseguenze di relazioni e rapporti tuttora vivi nella sua mente e che sono ancora fondamenti della ricerca attuale.
Una pittura che si direziona dunque verso il mondo esterno, articolando il suo primo linguaggio nella Popart Italiana e che ne contiene la sua forza giovane e ribelle, nei colori, nelle forme e riferimenti ben riconoscibili.
Quando Vacchini parla di pittura e della sua parabola la defnisce “uno stupendo viaggio” come se si trattasse di una compagna che non la ha mai abbandonata, una pratica che la culla e trascina alla scoperta di mondi esterni ed interni a sé non con lo scopo di sedurla, ma quello di cercare stupore prima di tutto nella stessa pittrice.
Il ritorno in Ticino è stato altrettanto fondamentale per un’artista sempre in divenire, questo passaggio coincide inoltre con la defnizione di una pittura nuova per Vacchini, lontana dalla Popart e dagli insegnamenti accademici. Si tratta di una pratica che si radicalizza, diventando sempre più pura e astratta pur mantenendo sempre dei chiari riferimenti al mondo. Questo periodo coincide inoltre con la defnizione e orgoglio nella coscienza di sé in quanto donna e madre.Particolarmente completa pare l’opera Nove rose (1973), realizzata durante la gravidanza del secondogenito.
I soggetti di Vacchini sono parte di visioni quotidiane e dei loro attori: fori, paesaggi, i propri famigliari e amici e la loro forza e complessità si rivela non tanto per la forma che esprimono ma per il messaggio di cui si fanno portatori, un messaggio tanto specifco, caratterizzato e unico, quanto universale. Un esempio di questo meccanismo sono i paesaggi: ritratti del Ticino, della Liguria, della Grecia e le sue isole tanto care all’artista, si tratta di posti specifci che nelle opere però paiono prive di ogni caratteristica identifcativa e si fanno portatori di un sentimento universale e astratto, come uno spartito musicale. Guardando le tele da vicino infatti, spostando quindi l’osservazione dalla globalità al dettaglio, particolarmente rilevante appare la struttura di queste minuscole cellette, ora più spesse ora più fni di colore. Le opere infatti sono il risultato della sovrapposizione di molti strati di colore, piccoli campi dai toni poco distanti uno dall’altro e contenuti in mictostrutture - microcelle geometriche che si ripetono e defniscono una regola unitaria che si ripete su tutta l’intera superficie letteralmente costruendola come mattoni.
La pittura di Vacchini è definita dal suo ripetersi nel quotidiano, tutto l’opposto che lentamente si esprime attraverso una laboriosa e vibrante attività, lavoro che fa di lei un’instancabile operaia, allo stesso modo in cui alcuni insetti costruiscono i loro nidi: una pittura sacra e contemporaneamente immersa nelle azioni di tutti i giorni, che si perpetua e si consuma tra le mura di una casa.
La direzione intrapresa da Vacchini è molteplice, la pittrice infatti si dirige verso l’interno, attraverso la sua pratica contemplativa, rivolta al proprio mondo interiore e all’esterno, accogliendo quanto la vita offre, le sue occasioni e le sue cadute.
DIPLOMATA ALL'ACCADEMIA ALBERTINA DI PITTURA TORINO 1960 - 1965
1966
TORINO
GALLERIA ARTE MODERNA - COLLETTIVA
1968
LUGANO
PREMIO INNOVAZIONE ARTE
1969 - 1971
BERNA
CONCORSI A BORSE DI STUDIO
1969
TORINO
SALETTA ROSSA - PERSONALE
1971
LOCARNO
GALLERIA FLAVIANA - COLLETTIVA HAPPENING
1973
LOCARNO
GALLERIA PANNELLE - PERSONALE
1990
LOCARNO
GALLERIA PANNELLE - PERSONALE
1998
PALLANZA
GALLERIA WERNER HEYNDRICKX - PERSONALE
Locarno, Switzerland